Perché mi candido in Francia per la signorina Thatcher (Marco Faraci - "L'Opinione" - 28 Marzo 2009 )
In vista delle elezioni europee di giugno ho raccolto l'invito di Alternative Libérale, il partito francese guidato dalla giovanissima Sabine Herold, ad essere presente nelle sue liste.
Mi candido a Parigi, sfidando anche i vincoli delle attuali legislazioni, perché ritengo che sia riduttivo che le elezioni europee siano vissute – in Italia quanto all’estero - solamente in un’ottica di politica interna, come test in vista delle successive elezioni nazionali e come strumento per offrire una carica lucrativa quanto poco impegnativa a politici sul cui operato non esiste alcuna forma effettiva di controllo. Se si ritiene che la presenza a Strasburgo di quasi 800 deputati a spese dei contribuenti abbia un senso, allora non ci si può esimere dall’attribuire alle elezioni europee una valenza effettiva attraverso una reale competizione tra sensibilità politiche e culturali diverse che concorrano al consenso degli elettori.
Una candidatura in Francia da parte di un non francese non deve essere letta come un’ingerenza nelle scelte sovrane degli elettori di quel paese. Non rivendico, infatti, alcun diritto di elettorato attivo in Francia, in quanto la scelta sui rappresentati della Francia al parlamento europeo spetta legittimamente ai cittadini d'oltralpe. Mi propongo di fornire in modo del tutto simbolico ai francesi (così come vorrei che fosse fornita agli italiani) la possibilità di scegliere liberamente i loro rappresentanti su un mercato politico allargato – allo stesso modo in cui per un'azienda è possibile ingaggiare un buon manager indipendentemente dalla sua nazionalità o dal fatto che provenga da un’azienda concorrente. Da qualche tempo, peraltro, stiamo assistendo in tutto il mondo ad un pesante riorientamento politico in senso neostatalista, il più delle volte a prescindere dal colore dei governi in carica nei vari paesi.
Da Geithner a Tremonti, da Sarkzoy a Gordon Brown, la politica ha disseppellito Keynes e rispolverato parole d’ordine che ci illudevamo appartenessero ormai al passato: spesa pubblica, regolamentazioni, pianificazione. Possono cambiare i numeri di questo o di quel piano, ma non cambiano la direzione né la filosofia che la sottende. La svolta antiliberale che si sta affermando a fronte dell’attuale crisi economica rappresenta un trend culturale globale e la risposta che i liberali saranno chiamati ad elaborare dovrà necessariamente travalicare anch’essa le frontiere nazionali. Da questo punto di vista, con la mia candidatura per Alternative Libérale, intendo prendere una posizione coerente a sostegno delle idee di libertà e di libero mercato che non sono state la causa dell’attuale crisi, ma al contrario potranno rappresentarne la soluzione. In un continente che pare sempre più sensibile al fascino di suggestioni populiste ed interventiste, Sabine Herold, la ventisettenne "signorina Thatcher" come è stata definita dalla stampa internazionale, è il simbolo naturale di una generazione di giovani che controcorrente scelgono di rifiutare la "politica della paura" e di accettare invece la sfida della società aperta e dell'economia libera. E' la sfida affascinante di un'Europa fondata sugli individui e non sui governi, sulla libertà e non sul controllo - una sfida alla quale per la mia quota parte sono determinato a contribuire.



